[Gdr] Il giovane Zaccaria

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[Gdr] Il giovane Zaccaria

Messaggio  Zaccaria il Lun Gen 07, 2013 4:39 pm

Era una notte buia e tempestosa, di quelle che rincarano il rigore dell'inverno e che scolpiscono la neve a tocchi acidi di pioggia, negandogli candore.

Zaccaria, preceduto dal suo festante gatto, che zompettava di qua e di là, di tutt'altro avviso, stentava ad affondare i piedi ignudi per tenere una direzone faticosa e sbandata.

Aveva decisamente l'aria di un miserabile, ma, considerata la meta, poteva anche considerarsi un pellegrino con strane manie in testa da fine del mondo, o un giovane mistico, sollecitato da troppo prematura spiritualità, in odor di ascesi.

Se n'andava, infatti, verso quel posto di cui aveva appreso notizia in quel di Grosseto, piuttosto lontano, a dire il vero, da quella sua umile stamberga, che non s'era nemmeno preso la briga di rinserrare, sì povero giaciglio.

Giorni erano passati da quel lascito, e lungo il cammino nella testa del giovane, talvolta, risuonavano i dscorsi che qualche compaesano s'era preso la briga di fargli, vuoi mettendolo in guardia dai preti, che taluni consderavano generosi solo per convenzione e affare, vuoi scalzandolo, ed indicandogli il posto come unica meta a lui adatta, in questo mondo, per la sua sorte, vuoi per supponente paternalistica generosità, quasi a prendersene un merito, calcando moralmente sull'aiuto dato, benchè alquanto facilmente.

Per lettera inoltre s'era sentito con tal Kalimero, un Padre noto delle sue parti, che pure possedeva una taverna e che si diceva abile nella cura dell'anima; il quale, per tutta risposta, s'era espresso con parole rincuoranti e con tono d'invito.

Il giovane Zaccaria, sinceramente, non s'era fatto un'idea precisa di quello che veniva chiamato Spedale, o anche Spitale, o Ospitale, ma quell'idea gli sembrava più nitida che la sua vita stessa, calata nel mistero d'un passato molto contorto ed oscuro, tramato con desideri di vendetta, insana nostalgia e vittimismo.

Ciò che lo attirava era l'idea d'una cura degli affanni suoi, ancora non capendo per quali sante imposizioni e penitenze.

Non di meno, ma secondariamente, sperava anche di raccogliere qualche raro testo, dato che, nella vita, s'era dato l'improbabile progetto di raccogliere in una biblioteca, qualora si fosse fatto rispettabile, il sapere meno conosciuto, non necessariamente più erudito.

Del tempo che stava vivendo, serbava infatti desiderio di rinnovamento, ma anche il lacciuolo con i vecchi pregiudizi.

Giunto che fu, col cuore nella gola, non ebbe il coraggio di annunciarsi bussando o scampanellando.

Decise, invece, di spiare da una finestra lo spazio interno, per quel che poteva scorgerne, quasi sperando d'essere notato lì in attesa.

Fece anche in modo che un'anta sbattesse al vento, dopo averla liberata dal suo fermo.

Quel baccano, forse, avrebbe sollecitato qualcuno da dentro a farsi avanti, a prestargli soccorso.


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